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Liliana segre amore scaccia odio hfpoasyfoaisyfoaisyfoaistfoas

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Tenacia e forza. Umiltà e dolcezza a correre sotto pelle, tra le pieghe di una distinta signora di 89 anni. Nei suoi capelli bianchi e nella sua voce calma, in grado, però, di farsi vibrante come bambina, sembra racchiuso quel moto di speranza e impegno profondo in grado di tracciare una nuova strada. Diversa.

Liliana Segre, prima di essere una senatrice della Repubblica italiana, è una donna. Una donna discesa, ancora ragazzina, negli inferi della Shoah e ritornata a nuova vita nella sua Milano. Tra i colori delle stoffe della “Segre-Schieppati”. Prima il muto silenzio intorno all’orrore vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, poi la sua trasformazione in parole: 30 anni di testimonianza viva e pulsante a contatto con gli alunni delle scuole italiane. E ora una nuova sfida, l’essere diventata baluardo contro: l’odio.

Negli ultimi mesi lei è diventata una figura di riferimento che si contrappone a un imbarbarimento sociale sempre più diffuso. Come vive questo suo nuovo ruolo?

La speranza perché le cose mutino esiste ma, personalmente, non mi ritengo in grado di cambiare la rotta. Non penso di avere questa capacità. Di essere così potente. Ma la situazione attuale, la campagna d’odio nei miei confronti, mi ha sorpreso. Non ho letto gli insulti e le minacce che mi sono stati rivolti. Diciamo che ne sono venuta a conoscenza quando il ministro Lamorgese mi ha assegnato la scorta.

A quasi 90 anni sotto scorta. Lo avrebbe mai immaginato?

Che una donna come me, una donna che ha vissuto quello che ha vissuto e sopportato quello che ha sopportato, potesse suscitare tanto odio non lo avrei mai pensato. Davvero. Mi sembra incredibile vivere oggi sotto scorta.

I leoni da tastiera le hanno riservato numerose minacce.

E chi avrebbe mai immaginato potessi essere cosi interessante da occupare il tempo di questi odiatori? Io no di certo.

Se potesse, cosa direbbe loro?

Nulla, ma potrebbero spendere meglio il tempo a disposizione.

Di contro, ha ricevuto tantissimi attestati di vicinanza. Ad esempio durante la grande manifestazione del 10 dicembre, alla presenza di oltre 600 sindaci. Come l’ha vissuta?

E’ stato un evento enorme. Mi sembrava quasi di vivere il film di un’altra persona. C’erano foto, abbracci, parole di stima. Guardo sempre l’aspetto positivo: da 30 anni porto la mia testimonianza nelle scuole e l’affetto supera di gran lunga gli insulti. Non sa quante lettere ricevo, quanti temi scritti dai ragazzi. E’ bellissimo.

In quell’occasione ha parlato di amore..

E’ molto semplice: l’unico sentimento in grado di contrastare l’odio. L’amore è più che mai necessario. Ed è alla base della commissione parlamentare che si insedierà a breve.

Il rigurgito fascista cui assistiamo è un pericolo concreto? Lo spettro di allora potrà mai tornare?

Il momento attuale non è paragonabile al passato. Non ci sono ragioni storiche o culturali perché quanto accaduto possa in qualche modo tornare: le condizioni sono molto differenti e non ritengo che l’odio odierno sia assimilabile a quell’odio organizzato.

Nonostante i tanti impegni, ha fatto visita a sua figlia, all’azienda “Imperiali”. Come è stato l’incontro?

Un’affettuosa accoglienza da parte dei presenti. Ringrazio tutti di cuore, come ringrazio anche il sindaco Anna Gargano. Mi sono occupata di tessuti per gran parte della mia vita e, in quell’ora, ho vissuto nuovamente tra trama e ordito. Faccio i miei complimenti alle titolari per aver portato avanti l’attività di famiglia e un augurio a mia figlia: che possa lavorare sempre con soddisfazione.

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Autore:xxx

Pubblicato il: 10 Gennaio 2020

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